1. Il quadro scolastico
Le Linee guida MIM del 2025 collocano l’introduzione dell’IA nella scuola dentro una cornice di uso antropocentrico, affidabile e rispettoso dei diritti. Non si tratta quindi soltanto di scegliere “quale app usare”, ma di governarne l’impiego.
2. Dati personali e minori
Prima di usare un sistema bisogna sapere quali dati raccoglie, chi li tratta, per quanto tempo e con quali garanzie. I dati identificativi, sanitari, scolastici o comunque riservati degli alunni non devono essere inseriti in chatbot o strumenti di IA generativa. La scuola può valutare strumenti e trattamenti specifici solo nell’ambito delle proprie procedure, con le figure competenti e nel rispetto della normativa.
3. Supervisione umana
L’output dell’IA non dovrebbe diventare automaticamente una decisione educativa. Il docente deve poter comprendere, valutare, correggere e, se necessario, rifiutare il risultato prodotto dal sistema.
4. Checklist operativa
Perché sto usando l’IA? Migliora davvero l’attività?
Non inserisco dati identificativi, documenti personali, immagini o registrazioni degli alunni. Se mi serve un esempio, uso un caso fittizio o realmente anonimo.
Serve un account? Quali sono età minima e condizioni del servizio?
Chi controlla correttezza, bias e adeguatezza?
Studenti e famiglie comprendono come viene usato lo strumento?
5. Fonti ufficiali da consultare
Fonte istituzionale da mantenere collegata e aggiornata nel sito.
Apri il documento MIM ↗Questa parte integra le Linee guida MIM del 2025 sull’introduzione dell’IA nelle istituzioni scolastiche.
6. Minori: una regola da non semplificare
In Italia, nell’offerta diretta di servizi della società dell’informazione, un minore che ha compiuto 14 anni può esprimere il consenso al trattamento dei propri dati quando il trattamento si basa sul consenso. Sotto i 14 anni, in tale caso, serve chi esercita la responsabilità genitoriale.
7. Quando la sicurezza digitale entra a scuola
Procedure di segnalazione chiare, conservazione corretta delle prove digitali e sostegno agli studenti sono parte della competenza digitale della scuola. Con immagini e video sintetici serve inoltre educare a verificare prima di condividere.