L’IA non è una fonte
Può generare risposte convincenti ma errate. Per date, leggi, citazioni, dati e contenuti disciplinari importanti: controlla sempre una fonte attendibile.
I.C. “Cesare Pavese” – Candelo Sandigliano
Regole essenziali, rischi reali, normativa di riferimento e strumenti utili per orientarsi nell’uso dell’intelligenza artificiale a scuola.
Puoi usare l’IA
per idee, bozze, materiali e supporto alla progettazione.
Devi verificare
fatti, fonti, bias e adeguatezza degli output.
Non inserire
nomi, diagnosi, PEI/PDP, profili individuali, documenti riservati, immagini o altri dati identificativi degli alunni nei chatbot o in strumenti di IA generativa.
Non delegare
all’IA decisioni educative o valutative automatiche.
Queste sono le informazioni che dovrebbero essere visibili subito, prima di parlare di prompt o strumenti.
Può generare risposte convincenti ma errate. Per date, leggi, citazioni, dati e contenuti disciplinari importanti: controlla sempre una fonte attendibile.
Non caricare nomi, diagnosi, PEI/PDP, relazioni, voti associati a persone identificabili, fotografie, registrazioni o altri documenti riservati in chatbot o strumenti di IA generativa. Per chiedere supporto didattico usa casi fittizi o descrizioni realmente anonime.
L’IA può aiutare a costruire rubriche o feedback, ma non dovrebbe diventare il decisore automatico su voto, giudizio o percorso dell’alunno.
Prima di far creare account agli studenti, controlla età minima, termini d’uso, trattamento dati e autorizzazioni previste dalla scuola.
Il GDPR richiede di trattare solo i dati adeguati, pertinenti e necessari rispetto alla finalità. Per chatbot e strumenti di IA generativa, in questo sito adottiamo una regola prudenziale più semplice: non inserire dati identificativi o documenti personali degli alunni.
Quando l’IA ha un ruolo rilevante in un’attività didattica o nella produzione di un materiale, è buona pratica spiegare agli studenti come è stata usata e quale parte resta sotto la responsabilità del docente.
Testi e immagini generati possono riprodurre squilibri presenti nei dati. Chiediti sempre chi o cosa viene rappresentato in modo ricorrente o escluso.
Foto, video e registrazioni degli alunni non vanno caricati in strumenti di IA generativa. Per attività didattiche usa materiali privi di persone identificabili oppure risorse create appositamente.
Nell’istruzione l’AI Act vieta l’uso di sistemi che inferiscono emozioni, salvo specifiche ragioni mediche o di sicurezza.
L’AI Act richiede a fornitori e deployer di promuovere un adeguato livello di alfabetizzazione IA per chi usa questi sistemi per loro conto.
Non è una classificazione giuridica universale: è una bussola pratica per capire dove serve più cautela.
Non serve diventare giuristi. Serve sapere quali testi governano davvero l’uso dell’IA a scuola e quali principi ne derivano.
Perché interessa la scuola: introduce obblighi di alfabetizzazione IA, vieta alcune pratiche e considera ad alto rischio alcuni sistemi usati per accesso, valutazione, orientamento del percorso o sorveglianza degli studenti durante prove.
È la legge italiana in materia di intelligenza artificiale. Promuove un uso corretto, trasparente, responsabile e antropocentrico, in coerenza con l’AI Act europeo.
È il riferimento operativo specifico per le istituzioni scolastiche. Propone un’introduzione governata dell’IA, con attenzione a diritti, protezione dei dati, inclusione, supervisione e responsabilità.
Resta pienamente applicabile quando un sistema di IA tratta dati personali. Per il docente sono fondamentali finalità, minimizzazione, correttezza, trasparenza, sicurezza e responsabilizzazione.
Il punto non è “ChatGPT sì / ChatGPT no”. Il punto è capire che cosa stai trasferendo a un servizio esterno.
Le indicazioni del Garante per il contesto scolastico richiamano i principi di necessità, minimizzazione, trasparenza e protezione dei dati. Per l’uso dell’IA, la scuola deve valutare con particolare attenzione quali dati vengano trattati e con quali strumenti.
Vai alla pagina del Garante ↗I ragazzi possono usarla per studiare, creare, chiedere consigli o cercare conforto. Per questo servono regole diverse da un semplice “vietato/non vietato”.
Età, account, privacy, conversazioni personali, fonti affidabili, uso domestico e accompagnamento adulto.
Apri la guida → 🛡️Una guida per famiglie su contenuti offensivi, deepfake, segnali da osservare, prove digitali e richiesta di aiuto.
Apri la guida →Filtra per materia, scuola/casa, docente/genitore e dispositivo. Dalla matematica all’inglese, dall’IRC al coding e all’inclusione.
Presentazioni, grafica, video e materiali didattici.
Apri ↗Escape room, quiz, immagini interattive e percorsi gamificati.
Apri ↗Interroga e sintetizza una raccolta di fonti selezionate.
Apri ↗Progettazione, materiali, verifiche e attività per la scuola italiana.
Apri ↗Dopo le regole essenziali, chi vuole può approfondire teoria, filosofia, prompt, strumenti e progettazione.
Storia, machine learning, modelli generativi.
Come chiedere, controllare e correggere.
Le domande filosofiche che contano davvero.
AI Act, GDPR e Linee guida MIM.
Canva, Genially, NotebookLM, Minerva e laboratori.
Dall’obiettivo alla valutazione.