1. Parti dall’obiettivo, non dallo strumento
Una buona attività con l’IA non nasce da “voglio usare ChatGPT”. Nasce da un obiettivo didattico: comprendere, argomentare, creare, confrontare, esercitarsi, riflettere.
2. Decidi che ruolo avrà l’IA
IA come tutor
Spiega, propone esempi, offre feedback.
IA come co-autore
Genera bozze da modificare e discutere.
IA come simulatore
Interpreta un personaggio o una situazione.
IA come oggetto di studio
Gli studenti analizzano errori, bias e linguaggio dell’output.
3. Canvas di progettazione
Età, competenze, BES, strumenti disponibili.
Cosa dovranno saper fare alla fine?
Quale prodotto o prestazione dimostrerà l’apprendimento?
In quale fase entra e con quale limite?
Come osservo ciò che lo studente ha compreso e rielaborato personalmente?
Cosa abbiamo imparato anche sull’IA?
4. Esempio completo
Classe: quinta primaria / secondaria adattabile.
Obiettivo: riconoscere stereotipi e comprendere che i risultati tecnologici dipendono da dati e scelte.
Attività: osservare immagini generate a partire da professioni diverse; classificare ricorrenze; discutere possibili spiegazioni.
Ruolo IA: generatore di casi da analizzare.
Ruolo alunni: osservatori, classificatori, argomentatori.
Valutazione: qualità delle osservazioni e capacità di motivare.
Debrief: “Se il sistema non ha intenzioni, come può comunque produrre stereotipi?”
5. Una piccola rubrica per valutare
- Comprensione: il prodotto dimostra che l’alunno ha capito?
- Rielaborazione: c’è un contributo personale riconoscibile?
- Verifica: sono stati controllati fatti e fonti?
- Consapevolezza: lo studente sa spiegare come ha usato l’IA?
Quando un’attività con IA è didatticamente riuscita?
Quando l’IA non sostituisce il processo di apprendimento, ma crea condizioni migliori per osservare, discutere, produrre, verificare e riflettere.